Daily Archive for November 9th, 2005

Sin City di Frank Miller

Riappacificarsi con il buon fumetto.

Sotto un cielo cattivo 1 e 2

La storia di Casali è interessante e carina, non la cosa migliore che abbia scritto come gli ha detto un amico, ma godibile e leggibile fino alla fine. I disegni invece non mi piacciono proprio, il solito tratto da graphic novel de le mie balle, con la bicromia che vuole dire "ehi, amico, questo è un fumetto impegnato, non una cazzata in calzamaglia colorata e nemmeno un dilandogghebiancoenero da fumettopopolare." Sarò ripetitivo, però che palle.

Mentre in altre opere come Road’s End, la bicromia spesso tende a sparire e rende il disegno più suggestivo e rispondende alla storia che narra, qui il tutto sembra messo lì tanto per attirare il pollo di turno, anche io che ci sono "cascato", e niente di più.

Quello che sopporto meno di un disegnatore che disegna male è un disegnatore che disegna male e se la vuole tirare. Ora io non voglio essere tragico però a pagina 39 del secondo numero ci sono due volti, uno in alto e uno in basso, uno di donna e uno di uomo, sinceramente se non fosse per la barba e i vestiti qualcuno li distinguerebbe?

Dopo che mi sono sfogato sul disegno passiamo ai testi. La storia è interessante, il soggetto è intrigante e si fa leggere bene, se non fosse per il tono un po’ troppo pomposo e i dialoghi che hanno bisogno di un’oliata. Questo per quanto riguarda il primo volume. Possibile che per leggere dei dialoghi italiani che sembrino veri devo leggere per forza Lapinot di Trondheim?

Il secondo volume si apre cambiando le carte in tavola, la storia narrata nel primo è in realtà raccontata da uno sceneggiatore a un produttore di Hollywood, sono in un bar e parlano della storia, che prosegue, fino alla fine, tornando altre volte al bar del narratore.

Sinceramente all’inizio mi è sembrata un po’ una forzatura, ma poi la cosa regge incastrando bene le sequenze del bar con quelle della storia. Inquadrando la storia come raccontata il tono risulta meno ampolloso e i testi migliorano.

Il finale lascia un po’ ammutoliti, da un lato è come ce lo si aspetta dall’inizio del primo volume, dall’altro si rimane male per un colpo di scena finale che non arriva.

In definitiva una storia gradevole, con una buona documentazione storica sul periodo e che ricostruisce bene le atmosfere del secondo quarto del 900 in america, ma che lascia aperte alcune domande al lettore:

domande sulla costruzione della storia, ma era davvero necessario l’inserimento del narratore al bar? la storia non avrebbe retto anche senza questo artificio?

sulla parte grafica, ma non si poteva disegnarla diversamente? questo stile che sa di già visto e molto di copiato da altri, ma soprattutto che non mi piace, ha qualche estimatore?

sul mezzo: un fumetto era davvero il modo migliore per raccontare questa storia? non sarebbe stato meglio, come credo, se fosse rimasta solo testo? probabilmente si sarebbe visto anche di più il lavoro di documentazione storica di Casali, inoltre il testo, le didascalie sono davvero tante, è lui e la bicromia più che il disegno, un po’ stancante, a dare l’atmosfera della storia.

Voto da 1 a 10: 5
Giudizio sintetico: se vi piace la bicromia c’è di meglio, se non vi piace lasciate perdere. La storia merita di essere letta, ma 14 euro sono comunque tanti.